La Balestra


La balestra è un’antica arma da lancio sviluppata solo dopo l’invenzione dell’arco per aumentarne la potenza e la gittata. Il suo utilizzo inizialmente fu sporadico ma, fino alla comparsa delle prime armi da fuoco, la balestra è stata l’arma più devastante che un singolo soldato poteva utilizzare.

 

La balestra, infatti, ha un potere di penetrazione tale da forare le armature dei cavalieri. Inoltre, l’addestramento per il suo utilizzo, rispetto all’arco, risulta più breve. La balestra ha una fase di caricamento più lunga rispetto all’arco: nella pratica ciò si traduceva nella necessità di assicurarsi un riparo durante la fase di caricamento; il lungo caricamento era bilanciato dalla notevole distanza di ingaggio, superiore a quella dell’arco.

 

Proprio per migliorare l’efficacia dei balestrieri in campo aperto, soprattutto in presenza di tiratori nella parte avversaria, venne introdotto l’uso dei pavesi, grandi scudi di legno dietro cui i balestrieri si proteggevano durante la lenta fase di ricarica. Tali scudi potevano essere assicurati dietro la schiena oppure portati da un addetto, chiamato “palvesario”.

 

La balestra comportò un discreto cambiamento nelle strategie utilizzate in battaglia, ma soprattutto modificò l’approccio alla battaglia da parte dei nobili, che fino ad allora, protetti dalle armature e a cavallo, avevano sempre buone possibilità di uscire ancora vivi dallo scontro.

 

Con l’uso massiccio delle balestre il rischio di morire aumentava considerevolmente. Inoltre, anche l’approccio nelle battaglie venne generalmente preceduto dall’intervento dei tiratori che, sfruttando la vasta gittata e potenza delle balestre, potevano sfoltire i ranghi avversari prima del corpo a corpo e ripararsi in fretta dietro le vicine linee amiche se caricate da truppe di cavalleria, le cui cavalcature si dimostrarono comunque molto vulnerabili alle frecce (il che li rendeva un facile bersaglio se esposte) o risultavano più lente se coperte da corazze abbastanza spesse da assicurare un’adeguata protezione all’animale (permettendo il riparo dei tiratori).

 

Spesso le battaglie venivano precedute da un confronto a distanza tra i tiratori delle parti avversarie: il vincitore, una volta sgominati i tiratori nemici, avrebbe avuto un importante vantaggio tattico, mantenendo la possibilità di colpire a distanza le truppe avversarie e di coprire quelle amiche nell’avanzata e soprattutto impedendo al nemico ogni possibilità di fare altrettanto.

 

Le riproduzioni artigianali delle balestre utilizzate dalla Compagnia Balestrieri di Terra del Sole sono del tipo “balestra grossa da posto”, la quale si carica con un tornio o martinetto, possiede un arco in acciaio ed un teniere in legno. Questo tipo di balestra era posizionata sulle mura difensive delle città, si poteva e si può utilizzare solo mediante un cavalletto d’appoggio ed era un’ottima macchina da difesa durante gli assedi.

 

Oggi queste balestre vengono utilizzate in tutta Italia ai soli fini agonistici e rievocativi e non con fini venatori. Tale sport risulta non solo un vanto storico-culturale ma anche un modo per far conoscere la bravura dei nostri artigiani locali, abilissimi a produrre ed arricchire con incisioni ed intarsi queste armi, facendole risultare delle vere e proprie opere d’arte.

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